“.... Carpenedolo, Castel Goffredo, Medole, Guidizzolo, volta e le località dei dintorni vedono arrivare una quantità considerevole di feriti. Ma il maggior numero di essi è portato a Castiglione, dove i meno gravi si sono trascinati con le poche forze rimaste..... Nel frattempo, si è formato un nucleo di volontari. Io organizzo, bene o male, i soccorsi nel quartiere che sembra essere il più carente di aiuti, e mi stabilisco in una delle chiese di Castiglione, chiamata Chiesa Maggiore...... riconosciutomi, mi fermano per esprimere la loro gratitudine per averli curati a Castiglione.” Noi vi chiamavamo il signore in bianco “ mi dice uno di loro nel suo linguaggio pittoresco “ perché eravate vestito di bianco: infatti faceva molto caldo! ”.... Le donne di Castiglione, vedendo che io non faccio alcuna distinzione di nazionalità, seguono il mio esempio testimoniando la stessa benevolenza a tutti questi uomini di origini così diverse e per loro tutti egualmente stranieri. “Tutti Fratelli“ ripetono con compassione. Onore a queste donne compassionevoli, a queste giovani ragazze di Castiglione! Amorevoli e modeste, esse non hanno tenuto conto né delle fatiche né del disgusto né dei sacrifici; nulla le ha fermate, sfinite o scoraggiate.”

Tratto da Un Souvenir di Solferino di Jean Henry Dunant – Versione italiana del manoscritto della settima edizione Alter Ego

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