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Croce Rossa: «Una casa ai poveri»
L’appello per i senzatetto a privati e Comune. Cambio alla Cri: Brescacin nuovo presidente.
Necessari anche alimenti e vestiti. Aiutate dai volontari 7.880 persone in un anno.

Il Gazzettino (Treviso) 8 maggio 2016 - Luca Anzanello


cri conegliano gazzettino

«Un rifugio per i senzatetto». In cerca di cibo e di un letto, ma anche di tutine e pannolini. Cresce in modo esponenziale l'impegno del comitato coneglianese della Croce Rossa Italiana per affrontare le emergenze sociali. Oggi domenica dalle 10 alle 18 il comitato della Cri sarà in piazza Cima in occasione della Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna rossa. Lo farà con il nuovo consiglio direttivo da poco eletto dai circa 140 soci, che rimarrà in carica quattro anni. Presidente è ora Stefano Brescacin, che ha raccolto il testimone dal dottor Giorgio Foltran che il comitato ringrazia per la dedizione e la competenza con cui ha svolto l'incarico. Il nuovo direttivo si completa con il vicepresidente Pierluigi Pasquot e i consiglieri Gianluca Oliva, Laura Garbellotto e - in rappresentanza del gruppo giovani - Andrei Ciripan. Il Comitato coneglianese, che da dieci anni ha sede in via Maggior Piovesana accanto ai Vigili del fuoco, è presente sul territorio dal 1989 e non riceve alcun finanziamento dalla Cri nazionale, né da enti pubblici o istituzioni. È economicamente autonomo e si autofinanzia con attività e donazioni. «Nel 2015 - spiega Lucia Fojadelli, delegata per la comunicazione - il comitato ha distribuito generi alimentari tre volte alla settimana per 174 distribuzioni totali, consegnando 1.946 borse di viveri che hanno raggiunto 7.880 persone nel territorio di competenza». Quest'ultimo comprende i Comuni di Conegliano, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, San Fior, Colle Umberto, Cordignano e Sarmede. Ogni sabato i volontari Cri sono attivi a Casa Fenzi. Ai bisognosi di cibo, garantito dalla generosità di cittadini e supermercati, si aggiungono le 25 famiglie che la Cri coneglianese segue con l'assistenza domiciliare e i 20 senza fissa dimora a cui i volontari danno l'indispensabile per sopravvivere. La Cri e altre associazioni stanno gettando le basi per dotare entro il prossimo inverno il territorio di un dormitorio per gli «invisibili», tra i quali sempre più spesso c'è chi ha perso il lavoro, il coniuge o entrambi. Un appello dalla Cri per una casa ai senzatetto è rivolto a privati e al Comune. I casi disperati non mancano: «Ci è capitato di essere chiamati a vestire neonati. Per questo prepariamo corredini con biberon e pannolini perché tutte le mamme possano vestire i loro figlioletti» spiega Fojadelli.

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